Anche la Corea del Sud ha i suoi mammoni

In Corea del Sud una nuova sottocultura urbana sta emergendo, gettando luce su un dibattito sociale travolgente: la "Tribù dei Canguri". Si, in Corea i mammoni sono chiamati "la tribù dei canguri". Questa strana denominazione fa riferimento a uomini e donne non sposati, tra i 30 e i 40 anni, che ancora risiedono sotto il tetto dei loro genitori, come piccoli marsupiali che si aggrappano alla sicurezza del loro rifugio.

la corea del sud fa i conti con i suoi mammoni
 

Ma dietro questa etichetta giocosa si cela un tema serio che preoccupa sempre più famiglie sudcoreane. Il ritardo nell'indipendenza finanziaria dei figli adulti sta mettendo a dura prova i piani di pensionamento dei genitori, gettando un'ombra minacciosa sul loro futuro finanziario.

Secondo una ricerca condotta da NH Investment & Securities, nel 2020 circa 649.000 adulti sudcoreani tra i 30 e i 40 anni fanno parte di questa categoria di "canguri". Tra di loro, ci sono coloro che non riescono a trovare lavoro e dipendono interamente dai loro genitori, così come coloro che, pur avendo un impiego, scelgono di rimanere sotto lo stesso tetto familiare.

Myungha Hwang, ricercatore presso NH Investment & Securities, spiega che i genitori sudcoreani spesso sacrificano i propri piani di pensionamento per venire incontro alle esigenze dei loro figli. Tuttavia, questo sacrificio potrebbe portare a gravi conseguenze finanziarie nel lungo termine.

Un sondaggio condotto da Tilian Pro di SM C&C ha rivelato che il 57% dei genitori intervistati sarebbe disposto a fornire supporto finanziario ai propri figli sposati in caso di necessità, mentre solo il 26% ha dichiarato di non essere propenso a offrire alcun tipo di sostegno. Questo dato indica chiaramente quanto i genitori siano disposti a sostenere i propri figli, anche quando questi sono ormai adulti e autonomi dal punto di vista finanziario.

Tuttavia, nonostante questa generosità, la maggior parte dei genitori sudcoreani ritiene che i propri figli dovrebbero raggiungere l'indipendenza finanziaria già durante i loro venti o trent'anni. Eppure, il mercato immobiliare in costante aumento, l'istruzione prolungata e la competizione sfrenata nel mondo del lavoro rendono sempre più difficile per i giovani adulti sudcoreani lasciare il nido familiare e costruirsi una vita autonoma.

Storie come quella del signor e della signora A, entrambi settantenni, sono emblematiche di questa sfida. Vivono con una pensione mensile di appena 2,2 milioni di won, mentre il loro figlio maggiore, avvicinandosi ai quarant'anni, è disoccupato da due decenni. La loro situazione economica è diventata così critica che il signor A è costretto a prelevare denaro dal suo conto pensionistico per colmare il deficit mensile di 500.000 won.

Gli esperti consigliano ai genitori di porre limiti più rigidi ai propri figli per evitare di ritrovarsi in una situazione di povertà nella vecchiaia. Secondo Jeon Young-soo, professore presso la Graduate School of International Studies dell'Università di Hanyang, "è importante trovare un equilibrio tra il supporto ai figli e la loro autonomia, altrimenti si rischia di creare dipendenza".

La questione della "Tribù dei Canguri" sudcoreana non è solo un fenomeno sociale affascinante, ma anche un segnale di un cambiamento generazionale significativo, che mette in discussione i tradizionali modelli familiari e i concetti di indipendenza finanziaria. Mentre la Corea del Sud continua a prosperare economicamente, è chiaro che deve affrontare anche le sfide sociali che accompagnano questo sviluppo, trovando un equilibrio tra il sostegno familiare e la responsabilità individuale.


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